Benvenuto! Leggi qui i nostri
Termini e condizioniDalla Mesopotamia all’Occidente: la storia millenaria degli oroscopi
L’oroscopo, oggi presenza fissa su giornali, app e rituali quotidiani, affonda le sue radici in una storia antichissima, che unisce bisogno di protezione, desiderio di controllo e stupore di fronte al cielo. La sua nascita si perde nell’antica Mesopotamia, verso il secondo millennio a.C., quando gli astronomi-sacerdoti babilonesi scrutavano le stelle con strumenti rudimentali per trarne presagi riguardo al destino dei re e dell’intero popolo. In queste civiltà, l’osservazione sistematica dei movimenti celesti si affiancava a rituali magico-religiosi, tanto che la documentazione astrologica, come il famoso “Enuma Anu Enlil”, raccoglieva migliaia di presagi collegando fenomeni astronomici ed eventi terreni.
Dalla Mesopotamia, l’astrologia migrò verso l’Egitto e, soprattutto, la Grecia ellenistica, dove assunse una forma più complessa e formalizzata. I Greci diedero i nomi ai dodici segni zodiacali, associarono costellazioni e date attraverso l’osservazione dell’orbita solare e codificarono lo zodiaco come “cerchio degli animali”. Fu però il matematico e astronomo Claudio Tolomeo, ad Alessandria d’Egitto nel II secolo d.C., a gettare le basi dell’astrologia occidentale sistematizzando il tema natale, ovvero la “carta” del cielo nel momento della nascita di una persona, che sarebbe poi diventata la base dell’oroscopo individuale.
Oltre all’astrologia occidentale, anche altre grandi civiltà hanno sviluppato propri sistemi: l’astrologia vedica in India, radicata nella cultura sacra e nei testi indù; quella cinese, fondata sul calendario lunare e sull’alternanza di cinque elementi e dodici animali; senza dimenticare Maya ed Egizi, che attribuivano significati simbolici a cicli astronomici e numeri. Nel Medioevo l’astrologia era disciplina fondamentale nelle corti e nelle università, al fianco della medicina e delle nascenti scienze; medici e astrologi spesso coincidevano e la stesura di oroscopi influenzava decisioni politiche, economiche e militari.
Astrologia e scienza: un rapporto (im)possibile?
Per secoli, astronomia e astrologia sono state discipline indistinguibili: lo stesso Galileo Galilei stendeva oroscopi su commissione e grandi astronomi rinascimentali esercitavano come astrologi di corte. Il loro compito era interpretare come la posizione dei pianeti e delle stelle potesse influire sugli affari umani, individuali e collettivi. In questo contesto, la nascita dell’oroscopo rappresentava uno strumento con cui decifrare la volontà degli dei o il futuro delle persone – un “riflesso terrestre” di un ordine divino o cosmico lontano e imponente.
Con l’avvento del metodo scientifico e della rivoluzione copernicana, la scienza prese progressivamente le distanze dai presupposti astrologici: l’astronomia si impose come disciplina rigorosa basata su misurazioni e previsioni verificabili, mentre l’astrologia fu riclassificata come pseudoscienza, cioè priva di fondamenti empirici comprovabili. Nessuno studio scientifico moderno ha potuto dimostrare, infatti, una correlazione affidabile tra il segno zodiacale e il carattere di una persona, né tra le posizioni planetarie e il futuro individuale: la ripetibilità sperimentale, cardine della scienza, non è mai stata raggiunta dagli oroscopi.
La persistenza dell’oroscopo e la sua popolarità vanno però cercate su altri piani: quello simbolico, culturale ed esistenziale. La suddivisione nei dodici segni, i racconti collegati agli elementi e ai pianeti, il desiderio di trovare un senso e una narrazione utile alla propria vita sono bisogni che trascendono il semplice dato scientifico. Inoltre, alcune ricerche suggeriscono che proprio grazie alla sua capacità di rassicurare, motivare e offrire prospettive, l’oroscopo continui a conquistare milioni di persone, pur senza basi verificabili.
Astrologia, astronomia e il fascino perdurante delle stelle
La storia dell’oroscopo dimostra come il confine tra scienza e credenza sia stato, per molti secoli, assai labile: i primi astronomi erano anche astrologi, e solo in epoca moderna le strade delle due discipline si sono definitivamente separate. Ciò non toglie che lo sguardo verso il cielo continui a ispirare domande sull’esistenza e sul destino, e che gli oroscopi restino strumenti di narrazione personale e collettiva, antichi quanto l’umanità e sempre pronti a rinnovarsi in forme nuove e moderne